Carpfishing: La Pasturazione

Carpfishing: La Pasturazione

Quello della “pasturazione” è a mio avviso uno degli argomenti più importanti nell’ambito del carpfishing in quanto è la prima fase che al termine della sessione di pesca ci fa tirare i risultati.

Da come impostiamo una pasturazione dipende la produttività in termini di catture di uno spot, e da come la impostiamo vediamo i tempi della risposta del pesce.

Possiamo improntare la nostra pasturazione in diversi modi, a breve termine o a medio e lungo termine a seconda della “strategia” che vogliamo improntare o dallo specchio d’acqua che andiamo ad affrontare.

Quello che noi andremo a fare non è nient’altro che attirare i pesci nella zona prescelta nel più breve tempo possibile e ciò può richiede anche molto tempo soprattutto se si tratta di acque poco pressate e in questo contesto dovremmo “condizionare” la normale alimentazione delle nostre carpe.

Prima di tirare in acqua dovremmo però tenere presente alcuni accorgimenti fondamentali che sono la scelta del settore e quantità e qualità delle esche che serviranno per una corretta pasturazione.

carpfishing Lago di Albano...

Ricerca del Settore

Riguardo la ricerca del settore ci sono molteplici possibilità di scelta, per quanto mi riguarda faccio fede alla vista, ovvero osservo per molto tempo lo specchio d’acqua, e quando mi accorgo dove c’è attività il gioco è fatto…Tra i segnali da cogliere, i più evidenti, e per certi versi più emozionanti, sono i salti e le rollate che le carpe producono in determinati momenti della giornata, che sono con evidenza i momenti di maggiore attività di questi pesci. Ci sono molte teorie sul perchè saltano, c’è chi sostiene che lo facciano per scaricare aria,  per eccitazione legato alle fasi della ricerca dell’alimentazione o per altre misteriose ragioni, per me lo fanno per pulire il qualche modo i barbigli posti nelle vicinanze della bocca dalla sporcizia del fondale in quanto sgrufolando sul fondo potrebbero trattenere sporcizia…

E quando non si vedono? Allora mi guardo intorno e osservo le sponde e la conformazione di esse e se per esempio ci sono canneti, algheti e situazioni che a mio avviso sono ricche di alimento naturale, cerco di concentrare gli sforsi su questi spot.

Un giro sulla barca dove è possibile è sempre consigliato anche con l’aiuto dell’ecoscandaglio per la ricerca sott’acqua di altre situazioni interessanti come sassaiole, legnaie, buche o scalini non vicinissime alla sponda sono sempre ottime soluzioni dove cercare gli spot migliori e concentrare la nostra pasturazione che per quanto mi riguarda è composta da granaglie i boilies e a volte pellets.

Una volta essere sicuri dove insidiare la carpe, ha  inizio la pasturazione che può essere veloce preventiva o massiccia.

Pasturazione Veloce
Metodo utile ogni qual volta che il tempo a disposizione per la nostra sessione è limitato o non abbiamo la possibilità di effettuare una pasturazione preventiva.
Per entrare in pesca nel minor tempo possibile si consiglia di utilizzare prodotti che risultino essere scarsi dal punto di vista nutrizionale e rapidi ad entrare in pesca. Useremo quindi: pellets, granaglie, uso limitato di boilies. Poi per aumentare le possibilità di riuscita possiamo integrare il tutto con prodotti come dip o soak, liquidi che aumentano il potere attrattivo delle nostre esche grazie agli attrattori naturali contenuti.

Lago di Bolsena (Cristian Porkettaro)

Pasturazione Preventiva
Questo metodo è l’opposto della pasturazione veloce in quanto si tratta di una tecnica che ha inizio giorni prima alla data della sessione. Lo scopo è quello di abituare le carpe a cercare cibo con una certa regolarità in determinato punto facendole , allo stesso tempo, abituare alle nostre esche. La scelta della quantità è determinata dalla stagione dell’anno, dalla quantità di pesci, dal numero di pescatori e dall’ambiente che vogliamo affrontare e importante è anche la qualità della pasturazione.

Lago di Bolsena (Mirko Meta)

Pasturazione Massiccia
Metodo di pasturazione che richiede costanza. Si tratta di una tecnica che inizia un lungo periodo antecedente la sessione.
Generalmente questo metodo viene utilizzato in acque vergini o poco frequentate o in corsi di acqua corrente come fiumi o canali. Si tratta di effettuare una pasturazione a scalare. Al primo giorno di pasturazione nello spot scelto bisognerà calare un quantità notevole di pastura diminuendone la quantità ogni qual volta andiamo a ripetere questa operazione. La diminuzione di pastura viene fatta con lo scopo di mantenerle in attività sul posto di pesca.  Smettere di pasturare qualche giorno prima della pescata, e se la nostra pasturazione ha fatto effetto, stiamo sicuri che ci divertiremo.

Esempio di pasturazione massiccia...naturalmente si scherza!

Naturalmente la pasturazione va scelta con criterio altrimenti i risultati non arriveranno, ad esempio se andiamo a pescare in un lago “a pago” non ha senso buttare troppa pastura in quanto quei specchi d’acqua sono a forte pressione di pesca e di “roba” da mangiare ne vedono anche troppa…quindi il mio consiglio è di centellinare la pastura ma affidarci ai sacchetti di PVA che oltre ad essere di facile realizzazione andranno ad aumentare l’attrazione a ridosso dell’innesco, quindi pasturazione mirata a ridosso dell’esca, se invece pastureremo troppo avremmo l’effetto contrario, allontaneremo il pesce.

Se invece andiamo in laghi naturali di medie e grosse dimensioni, al pasturazione serve e come, andremmo quindi a pasturare preventivamente e se possibile con grosse quantità di esce da gettare…

Le varie miscele di pasturazione possono essere composte da granaglie, pellets, boilies e perchè no da polenta, io la utilizzo in pesca su fiume, un po’ non lo nego per risparmiare qualche soldo, ma anche perchè la polenta è da quel che si dice dai “vecchi” pescatori di carpe, un’attrazione in più.

Per quanto riguarda le granaglie senza dubbio il mais è quella più usata.

Testo e foto di Mirko Fagioli.

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