Carpfishing: Tra Canne, Mulinelli e ……. non solo

Carpfishing: Tra Canne, Mulinelli e ……. non solo

In quasi nove anni di esperienza diretta, a contatto con molti praticanti del carpfishing, ho potuto constatare quanti siano i dubbi di coloro che approcciano a questa tecnica per la prima volta o di coloro che hanno vissuto il carpfishing “alla propria maniera”, con una visione prettamente diretta degli specchi d’acqua frequentati maggiormente.
Quindi credo sia necessario esprimere alcune considerazioni per sciogliere nodi, affinchè si possa scegliere in maniera corretta l’attrezzatura che ci accompagnerà nella vita di questa tecnica.

Canne

La scelta di una canna è fondamentale, come lo è la racchetta per un tennista. Al di là delle mode, la canna è o diverrà per noi un oggetto indispensabile nella nostra avventura, quindi dipenderà dalla nostra struttura fisica, dalla tipologia degli ambienti in cui pescheremo, e dalla tattica di pesca.
Tra i fattori che determinano la personalizzazione della canna è la lunghezza. Un buon lancio diventa tale quando si ha una canna che si rapporti efficacemente alla nostra struttura fisica e quindi anche al nostro braccio. In commercio si trovano diversi modelli, il consiglio maggiore è scegliere quelle che potranno soddisfare un perfetto equilibrio tra lancio, combattimento e presa. Modelli da tredici piedi vengono supportate da persone alte che riescono a far fruttare tale canna avendo un miglior bilanciamento con la propria altezza. Canne leggermente più corte, come per esempio da 12 piedi, sono consigliate a tutte le altre tipologie di persone. Per coloro che utilizzano le imbarcazioni per il recupero e la cattura della preda, le canne più adatte sono da 10 piedi, in quanto i centimetri in più sarebbero soltanto di intralcio al momento della guadinata.
Un altro importante fattore è il libbraggio, ossia quanta potenza offre la canna. Nella maggior parte delle acque italiane è possibile pescare con canne da tre libre o anche poco meno, permettendoci un buon lancio e una buona posa dell’esca. Scegliendo oltre le tre libre avremo canne sfruttabili potenzialmente solo se posizioneremo gli inneschi a lunghissima distanza, o se pescheremo a ridosso di ostacoli e/o in acqua corrente.
Ai fattori suddetti nella personalizzazione, a sua volta distinguiamo tre tipologie di azione e quindi di canne da pesca: azione di punta, parabolica e parabolica progressiva. La scelta dell’azione dipende dal tipo di tattica che vogliamo imprimere alla nostra pescata o dallo specchio/corso d’acqua che affrontiamo. Maggiormente utilizzate sono le canne ad azione parabolica progressiva dove il lavoro si ripartisce in tutto il corpo della canna e ci garantisce la giusta elasticità.

Mulinello

Il mulinello da Carpfishing può essere di medie o grandi dimensioni, la scelta dipenderà dalla distanza in cui decideremo di insidiare la nostra preda, e quindi dalla capacità di filo contenente e dal gioco che faremo.
Anche in questo caso: manualità, velocità ed abitudine proprie, sono fattori che incideranno nella scelta.
Ogni mulinello è dotato di un sistema di frizione, meccanismo necessario a facilitarci il recupero della preda: una sorta di freno allo scorrimento; la cui taratura varia in funzione del momento di esercizio.
Quindi avremo mulinelli a frizione anteriore o posteriore, secondo le proprie necessità, A cui si aggiunge, come optional, un ulteriore sistema di regolazione della frizione denominato Istant Drag che apre o chiude la frizione in pochi scatti.
Baitrunner sì o Baitrunner no?
Il baitrunner è un dispositivo di bobina libera che in aggiunta alla frizione la disinserisce permettendo alla bobina di girare liberamente affichè la carpa possa fare la sua “partenza” indisturbata.

Treccia o Nylon – da imbobinare –

Anche qui la scelta si fa ardua, tutto dipende da una conoscenza del tipo di pesca e dalla morfologia del bacino che sceglieremo. Per coloro che sono alle prime armi consiglio un Nylon con diametro 0.35 mm – 0.40 mm con poca memoria e poca elasticità così da evitare l’effetto “molla” causato da combattimenti con pesci di grossa dimensione e dall’abrasione causata dagli anelli presenti nella canna. Di tanto in tanto sarebbe opportuno toglierne una decina di metri e almeno una volta l’anno sostituirlo integralmente per migliorarne le prestazioni. Viene consigliato l’uso nei casi di fondo roccioso.
La Treccia è preferibile quando si possiede una buona dose di esperienza. Offre potenza, tenuta all’abrasione (la cui sostituzione può avvenire in tempi più lunghi rispetto al nylon). Ottima in specchi d’acqua con molte alghe e nelle lunghe distanze. La maggior parte delle trecce, essendo nate per lo spinning adottate poi dal carpfishing tendono a non affondare, quindi nel caso in cui la nostra treccia sia di questo tipo (in commercio esistono anche le affondanti), è importante che vengano montati i Back Lead (affonda filo) una volta calata l’esca. Si eviterà di tenerla in sospensione, aumentando la possibilità che imbarcazioni a motore possano reciderla mettendo in pericolo la vita della fauna abitante e per noi la buona riuscita della pescata. Inoltre essendo meno elastica e più diretta tra l’abboccata ed il segnalatore acustico, migliorerà la sensibilità nel contatto con la nostra carpa, e quindi renderà piacevole il combattimento, sempre prestando attenzione al fatto che la minore elasticità può causare ferite più evidenti nelle bocche delle carpe e probabile rischio di slamata.
Oggi la maggior parte dei mulinelli permette il carico della seconda bobina, così da disporre di entrambe le scelte: nylon e treccia.

Per ulteriori info o consigli sull’acquisto consultate il sito www.pescaplanet.com oppure vi aspettiamo in negozio Pescaplanet Megastore Via Nettunense KM.8,100 Ariccia RM

di Mirko Fagioli
PESCAPLANET MEGASTORE STAFF

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