Il Serra l’inafferrabile ……. Chirurgo

Il Serra L’inafferrabile …..chirurgo

A cura di Global Fishing

In primavera vediamo tornare di nuovo, lungo le nostre coste, i temibili serra che alla fine dell’autunno sembravano essere spariti nel nulla: pesci estremamente aggressivi ed astuti, con cui confrontarsi con successo è veramente difficile, soprattutto se non si conoscono le giuste tecniche e i trucchi del mestiere.

traina al serra

 

Lo stile di caccia di questo temibile predatore ricorda quello delle orche, feroci e spietate, che si spingono fin sulla battigia per predare i cuccioli delle foche; e scene simili si ripetono nei nostri mari ma con  cefali , aguglie, lecce stella, che spiaggiano nel tentativo vano di sfuggire agli inesorabili attacchi del serra. Una infallibile macchina della morte per le sue prede, ma  preda a sua volta di tutto rispetto per i pescatori che lo insidiano a traina in modo mirato in una continua sfida .

L’acrobata… chirurgo

Il suo nome scientifico è “Pomatomus saltator”, e questo nome la dice lunga sulle sue abitudini di strenuo combattente, capace di incredibili evoluzioni una volta allamato; il bluefish, come lo chiamano gli americani, è un vero  serial  killer  che uccide non solo per nutrirsi, mosso dall’istinto predatorio che lo spinge ad efferati attacchi anche quando è sazio. E’ capace di aggressioni alle esche assolutamente chirurgici riuscendo a districarsi fra gli ami , senza rimanerne vittima.

Sembra dotato di una intelligenza istintiva che lo porta a valutare le esche trainate con meticolosa attenzione seguendole a volte per lunghi tratti, a distanze di pochi centimetri, per poi decidere dove e come attaccare con fulminea rapidità, evitando le insidie degli ami.

 

il serra 

Il serra è un combattente strenuo e non è mai detta l’ultima parola, fino a quando non è nel pozzetto

 

 

I luoghi della sfida

I posti più indicati dove cercarlo sono le secche costiere, le foci dei fiumi, le imboccature dei porti , le dighe foranee, con profondità che vanno dai 2 ai 15-20 metri: tutti luoghi dove è solito raccogliersi il pesce foraggio che, a sua volta,  richiama  occhiate , lecce stella, sugheri e aguglie che sono le prede per eccellenza del serra. In questi spot in primavera accostano gli esemplari più grandi, (se ne sono catturati esemplari che superano i 7 kg), al cui seguito sono quelli più giovani che non di rado cacciano in branco, dando vita nelle ore serali a vere e proprie danze della morte a scapito dei piccoli pesci. Grazie alla bocca armata di una potente dentatura riesce ad uccidere istantaneamente la preda, troncandola in due o più pezzi per mangiarla successivamente: i suoi denti sono in grado di recidere di netto nylon di spessore e anche il cavo di acciaio se troppo sottile. 

 

pesca tranciato

Un’operazione veramente chirurgica, che solo il serra è capace di compiere …..

Confezioni su misura

Le esche  vanno innescate rigorosamente su montature a due ami, uno trainante ed uno  ferrante, realizzate esclusivamente con della treccia di acciaio di ottima qualità, da 20/30 lb, chiusa con manicotti ed estremamente flessibile, per assicurare la massima naturalità al movimento dell’esca. Gli ami saranno ad artiglio d’aquila, di filo sottile, con punta affilata chimicamente della misura 1/0-2/0. Il terminale così realizzato andrà collegato con una girella ad un finale di 10 mt in fluorocarbon da 0,30. Il complesso pescante così realizzato potrà essere trainato in superficie senza alcun affondamento o nei primi strati d’acqua sfruttando piccoli guardiani o  piombi a sgancio rapido dai 50 ai 200 gr a seconda dei fondali prescelti  e della velocità di traina.

 

 

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Il terminale deve essere accuratamente confezionato, con una treccia in acciaio molto flessibile: ottima la Sevenstrand da 20/30 lb

 

 

Gli attrezzi del mestiere

 Preferiremo canne da 6-8 lb, preferibilmente lunghe e flessibili adatte ad ammortizzare tutte le reazioni violente di questo pesce, armate con mulinelli veloci da 12/20lb, imbobinati con multifibre da 12-20 lb,

La velocità ideale sarà da uno a due nodi, in funzione dell’esca utilizzata.

E’ buona norma preparare in precedenza numerosi terminali per averne una buona scorta poiché gli attacchi  a vuoto sono tutt’altro che rari e spesso ne compromettono l’integrità  e l’affidabilità a causa  delle  torsioni e delle forti sollecitazioni subite.

 

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Canna leggera e flessibile e mulinello con una buon rapporto di recupero sono l’attrezzatura giusta !

 

Le esche

Il serra non va molto per il sottile e può essere insidiato con tutti i pesci del sottocosta, purchè vitali e in grado di produrre le vibrazioni giuste; ottimi quindi i  cefali, i sugheri, le lecce stella e soprattutto le aguglie. L’importante è che le esche navighino in assetto e siano credibili e in grado di sostenere la velocità di traina nuotando in modo naturale. Da non trascurare una corretta inserzione degli ami che non stressi il pesce e allo stesso tempo abbia le migliori possibilità di ferrata.

 

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Cefali, sugheri e aguglie sono le esche preferite dal serra.

 

 

Attacco&strike

A volte l’attacco arriva improvviso, senza alcun segnale, in altre è possibile vedere il serra in superficie che segue l’esca e la studia…o percepirne la frenesia dalle vibrazioni del vettino, con l’esca terrorizzata dalla presenza del serra: in ogni caso, questo è il momento più delicato in cui si gioca il tutto per tutto, in cui sangue freddo e pazienza sono decisivi. Brevi accelerate potranno scatenare l’attacco di pesci sospettosi, ma in ogni caso, quando questo avverrà, dovremo resistere al richiamo della cicalina aspettando che “il chirurgo” abbia compiuto il suo lavoro senza avvertire alcuna resistenza, grazie ad un settaggio della frizione prossimo al free spool e con la sola cicalina inserita a fare da ulteriore freno. E solo dopo una lunga filata che assicuri che almeno un amo sia nella bocca del pesce, potremo ferrare ma sempre con moderazione, avviando un combattimento fatto di fughe laterali e salti da vero funambolo.  

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Una coppiola di pesci di buona taglia insidiati con l’aguglia, esca di elezione per questa pesca

 

La calma è la virtù dei forti.

Il combattimento andrà effettuato assecondando le sue fughe e tenendo sempre in tensione la lenza evitando tassativamente di recuperare durante le sue evoluzioni aeree, lavorando di canna in  modo da avere sempre il controllo del pesce, aiutandoci con la guida dell’imbarcazione per agevolare le operazioni. L’apparato boccale del serra è molto duro e non sempre l’infissione dell’amo avviene perfettamente quindi è importantissimo procedere ad un recupero continuo a velocità costante senza mai perdere il contatto con il pesce, motivo per cui è bene disporre di mulinelli con un elevato rapporto di recupero e …..di un capiente e robusto guadino.

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Pesca didattica

La pesca al serra è una vera scuola di pesca; un’attività all’apparenza semplice, che invece va giocata sempre in punta di canna, dove le sorti non sono mai certe e dove bisogna prestare attenzione maniacale alla preparazione dei terminali e all’esecuzione delle montature e dei nodi, che sono messi a dura prova anche da attacchi di pesci di stazza contenuta. Anche lo stile di pesca è formativo e ci insegna alla gestione corretta degli eventi, capacità fondamentale quando ci si confronta con pesci di taglia…e non scordiamo che nello stesso areale dei serra spesso si aggirano predatori di mole e potenza ben maggiore, come le lecce amia…….ma questa è un’altra storia!

Umberto Simonelli

Direttore Global Fishing

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